PORNOGRAFIA DELL’ORRORE

Ormai ci siamo abituati alla politica ridotta a forma di intrattenimento.
Da Berlusconi che firma il contratto con gli italiani da Bruno Vespa, passando per Calderoli che organizza un rogo in piazza in cui brucia fogli di carta, fingendo siano leggi “inutili”, abrogate per semplificare il paese.
E come dimenticare Grillo che attraversa lo stretto di Messina a nuoto?!

Ci siamo in parte assuefatti purtroppo anche alla politica che cambia genere, che provoca l’orrore di barconi fatiscenti pieni di persone in attesa di poter sbarcare, profughi di guerra, vittime di torture nei lager libici, bambini senza né mamma né papà (il 12,8% del totale degli sbarchi), donne gravide, anziani e malati.

Il protagonista della sceneggiatura è sempre un politico che si erge a difensore della patria e dell’ordine pubblico e che impone a questi disgraziati qualche giorno in più di tortura gratuita in mare aperto, prima di consentir loro lo sbarco.

Forse per via dell’assuefazione, forse perché in questa fase tutti noi sentiamo di avere altre paure e altre priorità, questa volta lo spettacolo tragico in onda nel mare nostrum non ha avuto nei primissimi giorni il risalto che il governo sperava.

La vicenda non arginava la discesa della Lega nei sondaggi, sui telegiornali non era la notizia di apertura. Nella classifica delle 25 query più cercate dagli italiani sui motori di ricerca sul tema “politica”, le parole “migranti” e “sbarchi” non comparivano (e non compaiono nemmeno ora).

Da qui l’esigenza comunicativa di drammatizzare ulteriormente la vicenda: il conflitto politico con la Francia ha offerto ai media la possibilità di sottoporci a 10 giorni di pornografia dell’orrore, un bombardamento di immagini di persone che soffrono, servizi e notizie su un’emergenza inventata: l’“emergenza sbarchi”. Dal governo dei migliori, al #governodegliorrori è stato un attimo.

L’emergenza sbarchi è “inventata” per almeno 2 motivi.

1) I migranti che arrivano per mare rappresentano appena l’1,5% del totale dei migranti residenti sul territorio nazionale. Più della metà, per fortuna, arriva in macchina, treno e aereo. [1] e [3]
La comunità di stranieri più numerosa in Italia è quella rumena (20,8% della popolazione immigrata), che non attraversa il Mediterraneo.

2) Il totale degli immigrati in Italia nel 2021 rappresentava l’8.8% della popolazione.
In Spagna l’11,4%.
In Germania il 12,8%. [2]

E allora perché inventare uno spettacolo tragico, sulla vita di alcuni poveri sventurati?!

Giorgia Meloni in questa fase si è dimostrata abilissima nell’agenda setting.
Il termine indica la capacità di imporre l’argomento di cui i media si occuperanno tra i temi su cui si gode di maggior successo, in luogo di altri in cui invece si è impopolari.

La maggioranza è in campagna elettorale permanente con l’obbiettivo di distrarre l’attenzione degli italiani più fragili dalle loro paure più profonde circa l‘inverno che verrà: l’ inflazione che morde i ceti più poveri, la crisi energetica, i costi di una transizione ecologica non più rinviabile.

Nel frattempo l’esecutivo si appresta ad approvare misure poco rassicuranti per la povera gente, come l’ abolizione del reddito di cittadinanza, l’abbassamento delle tasse solo per i lavoratori autonomi nella fascia di reddito da 50.000 Euro a 85.000 Euro l’anno, condoni fiscali, etc.…

𝗨𝘀𝗰𝗶𝗿𝗲 𝗗𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗹𝗮

Gli opinionisti di area riformista hanno poi alimentato il dibattito incolpando il sovranismo dell’emergenza sbarchi. La mancata solidarietà dell’Europa nei confronti dell’Italia dipenderebbe dalla presenza di partiti analoghi a Fratelli di Italia all’interno degli altri stati membri, come per esempio il partito di Le Pen in Francia.

Questa tesi, può avere anche un fondo di verità. ma ha una debolezza: rafforza la narrazione delle destre, perché ammette implicitamente che esista un’emergenza sbarchi e che i migranti siano un problema.
Invece non esiste un’emergenza sbarchi e i migranti non sono un problema.

Esiste un mondo che cambia, diventa ogni giorno più multi-etnico e multi-culturale, e nessuno può arrestare il cambiamento in corso.
Esiste un pianeta in cui sempre più persone hanno o rivendicano il diritto a lavorare a Berlino, qualora a Berlino ci sia il lavoro dei loro sogni; e poi il diritto di frequentare l’Università a Parigi, qualora a Parigi ci sia il miglior ateneo al mondo nel loro campo di interesse.
Qualcuno si muove anche solo per un tozzo di pane.
Esiste in buona sostanza un diritto alla ricerca della felicità, ovunque essa si trovi e comunque si declini.
Sono gli elementi della visione del mondo progressista; è la direzione verso cui va la storia!

Dopo anni di giornalismo-populista e Talk Show inizio a sentire un certo disagio di fronte alla spettacolarizzazione del dolore e dell’orrore; trovo inoltre controproducente alimentare il dibattito sugli sbarchi se posto con presupposti falsi e scopi distorsivi.
Quando non ci è possibile sottrarci, riscopriamo la lucidità di contrapporre alla cornice narrativa della destra la visione del mondo progressista, una visione più solidale, moderna ed internazionalista; che sappia guardare verso il futuro, che stia dalla parte giusta della storia.


FONTI E LINK DI APPROFONDIMENTO:
[1] Commissione Europea: Atlante della migrazione
[2] Governo: cruscotto statistico giornaliero
[3] Eurostat: popolazione al primo Gennaio per gruppi di età, sesso e luogo di nascita

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