dialogo e ascolto per una politica condivisa. IL PD A CASTIGLIONE DELLE STIVIERE CELEBRA LA GIORNATA DELLA TERRA.

Il Partito Democratico, nella nuova fase avviata con la elezione di Elly Schlein segretaria nazionale, ha indicato l’ambiente tra le priorità nella sua visione e azione politica. Il circolo PD “Giovanni Saviola” di Castiglione e Solferino ha voluto partire proprio da qui per farsi interprete nella nostra realtà di questo nuovo corso, che deve fondarsi su un confronto e un coinvolgimento attivo con le realtà del territorio. Un partito aperto che affronta, ascoltando elaborando e proponendo, i temi della sua politica.

Quale occasione migliore del 22 aprile, Giornata della Terra voluta dalle Nazioni Unite fin dal 1970 per celebrare il nostro pianeta e riflettere sulle questioni ambientali, per realizzare un incontro pubblico? Una occasione che ci pone in una continuità ideale con la esperienza che il nostro partito ha avuto nella amministrazione Novellini, quando furono realizzate cinque straordinarie edizioni di quella che rimane una esperienza unica di coinvolgimento di scuole e associazioni intorno alle tematiche ambientali.
Il tema scelto a mio avviso è un tema centrale nella sfida per il cambiamento verso politiche sostenibili dal punto di vista ambientale. Il consumo di suolo, che nella nostra realtà dell’Alto Mantovano e Bresciano ha raggiunto livelli insostenibili che impongono una inversione di rotta. Il tema evidenzia la necessità di porre rimedi all’ insostenibilità ambientale del nostro sistema economico-sociale. Esprime infatti una ambiguità nel significato stesso di “consumo”, inteso come esaurimento, eliminazione (da dizionario) ma anche benessere, disponibilità (lo stesso indice di ricchezza di una popolazione viene anche misurato come indice dei consumi, andamento dei consumi. Questa ambiguità fa si che troppo spesso alla base delle scelte politiche vi sia l’assenza di una cultura che metta da parte gli aspetti economici e faccia prevalere una visione di rispetto dell’ambiente e di coscienza della sua fragilità.
Abbiamo scelto di declinare questo argomento, vasto e complesso, in quelle che sono le scelte e le azioni politiche che in ogni comune, ogni amministrazione pubblica è tenuta a realizzare con i piani urbanistici e quindi con una visione e una azione che è determinante nella scelta del continuare a consumare suolo o indirizzarsi una volta per sempre verso la rigenerazione e riqualificazione urbana che permetta di risparmiare ulteriori devastazioni di un bene primario come il suolo appunto. Quindi abbiamo messo intorno ad un tavolo rappresentanti di quel mondo giovanile e delle associazioni che si fanno interpreti delle problematiche ambientali, Friday For Futures di Mantova, con Lorenzo Barili, e Comitato No polo logistico di Catiglione delle Stiviere, con Raffaella Bolzoni; rappresentanti del mondo del lavoro come la FILLEA CGIL, con Niane Ibrhaime; tecnici degli enti locali, come la architetta Elena Molinari della Provincia di Mantova, ed amministratori locali, Maurizio Caristia del PD di Castiglione e Andrea Castelletti di Vivere Solferino. Infine rappresentanti del Parlamento, la onorevole Antonella Forattini, e del Consiglio Regionale l’onorevole Marco Carra, entrambi del PD, dove si dovrebbero definire quelle normative che poi devono determinare le procedure dell’attività amministrativa.
Lo abbiamo fatto con la convinzione che il Partito Democratico deve fare questo, parlare di grandi temi calandoli nella propria realtà territoriale e dando risposte confrontandosi. Tra il pubblico vi erano oltre ad alcuni tecnici, vari esponenti delle realtà politiche del centro-sinistra con cui il nostro partito si rapporta, e questo per noi è un ulteriore risultato positivo perchè sui temi reali affrontati con serietà riteniamo di potere lavorare con un mondo esterno al nostro partito ma con cui siamo in sintonia.
Come dicevo, il presupposto della conferenza è stato la consapevolezza che il consumo di suolo è espressione di una visione culturale, pertanto il tema della sua tutela e blocco del suo consumo è strettamente collegato alla conoscenza della questione e al superamento di una visione economicista del tema per orientarsi ad una reale consapevolezza della prioritaria tutela ambientale. Questo lavoro di conoscenza non può che partire dal capire cosa è il suolo e perchè è così importante non consumarlo come invece continuiamo a fare in modo irresponsabilmente pericoloso.
A questo proposito l’intervento di Lorenzo di FFF ha fatto una panoramica sulle ricchezze del suolo racchiuse in pochi centimetri di superficie, ricco di una biodiversità enorme e inimmaginabile se non ci si pone con intelligenza e rispetto, in cui è racchiuso il ciclo del carbonio, esempio eccellente di economia circolare che noi tendiamo a distruggere per poi impegnarci a trovare sistemi artificiali di riduzione delle emissioni di CO2. Un sistema che impiega millenni per generarsi (si genera al ritmo di 10 cm in 2000 anni) pertanto non può definirsi una risorsa illimitata. Pensare ad un recupero del suolo dopo la sua impermeabilizzazione è una inaccettabile affermazione perchè così non è.
L’intervento di Raffaella del Comitato No polo logistico ha portato la testimonianza di quanto irragionevole e cieca possa essere la decisione di una amministrazione nel portare avanti la realizzazione di un polo logistico di quasi 100.000 mq, quindi con una enorme distruzione di suolo, addirittura a ridosso di un’area protetta, il Sito di Interesse Comunitario “Complesso Morenico di Castiglione delle Stiviere”. Ci ha descritto le importanti e incantevoli caratteristiche ambientali e naturalistiche dell’area umida di Valle, la sua storia che ha visto le amministrazioni comunali di Castiglione impegnarsi, prima, con la amministrazione De Padova, con la piantumazione di un bosco produttivo e la sua tutela, poi, con l’amministrazione Novellini, con gli interventi di naturalizzazione e la definizioni delle sue caratteristiche ambientali tali da richiedere e ottenere dalla Unione Europea il riconoscimento di area protetta all’interno della rete Natura 2000. A questo sono particolarmente legato per l’impegno profuso in quegli anni per ottenere tale riconoscimento e per avviare un progetto di valorizzazione del sito, purtroppo successivamente in massima parte disatteso.
La battaglia che il Comitato sta svolgendo è importante e decisiva per la tutela di quel sito, come ha detto l’architetto della Provincia di Mantova Elena Molinari spiegandoci quali sono gli strumenti e le procedure che una amministrazione comunale utilizza per definire la gestione urbanistica del proprio territorio. Perchè, è stato sottolineato, nel momento in cui l’amministrazione comunale di Lonato ne approverà il piano attuativo si determinerà un diritto alla realizzazione dell’opera difficile da mettere in discussione se non attraverso un percorso legale complesso e dispendioso. Tutto dipende da scelte politiche, nulla è determinato fino a che non si arriva a decisioni definitive da parte di una amministrazione comunale. Lo strumento urbanistico definisce le aree di trasformazione ma se realizzarle è un passaggio successivo, determinato dalla volontà politica che deve comunque tenere conto anche di eventuali scenari e condizioni mutate del territorio. L’architetto ci ha descritto quali sono le carenze legislative regionali e nazionali che rendono difficile una piena attuazione di una politica a tutela del suolo sia favorendo scelte di contenimento del suo consumo sia impedendo scelte amministrative che vanno nella direzione della sua distruzione, come appunto farebbe ancora una volta il comune di Lonato con la realizzazione di quel polo logistico che si aggiungerebbe ad una politica che negli anni ha posto la provincia di Brescia e Lonato in particolare ai vertici dei territori con maggiore consumo di suolo. Lo stesso territorio di Castiglione, molto più vicino alla realtà economica della provincia di Brescia che a quella mantovana, si allontana da una media provinciale di consumo, quasi virtuoso, per avvicinarsi alla media bresciana.
Emerge, dalle chiare descrizioni tecniche dell’architetto Molinari, che anche i tentativi di definire con leggi regionali, in assenza di una normativa nazionale ferma da decenni, si basano su una valutazione esclusivamente economica del consumo di suolo, senza una base culturale e politica che ponga il suo risparmio come obiettivo. Le stesse ricadute sul mercato e quindi sul lavoro, come ha ricordato Niame della FILLEA CGIL di Brescia, sarebbero importanti e positive, smentendo la falsa descrizione che solo la continua cementificazione è espressione di sviluppo e quindi di occupazione. Vi è la necessità e la possibilità tecnica e professionale di sviluppare tutto il mercato della rigenerazione e del recupero urbano in una logica di transizione ecologica che non può non interessare anche questo settore. Da questo punto di vista è stata anche sottolineata la necessità di garantire e tutelare i lavoratori che vivono in case in affitto e che potrebbero essere danneggiati se non si applicano interventi a tutela del loro diritto alla abitazione. Un tema enorme che meriterà un approfondimento politico da parte nostra.
E’ con queste realtà che le nostre amministrazioni locali devono misurarsi e i capigruppo dell’opposizione nei consigli comunali di Castiglione e Solferino hanno esposto quali sono le criticità a cui dare delle risposte, considerato il nostro punto di vista di contenere il consumo di suolo che purtroppo sconta l’assenza di leggi che consentano anche di esercitare una opposizione adeguata a chi non ha una visione di questo tipo e si ostina a inserire negli strumenti urbanistici tutto ciò che risponde più ad appetiti di qualcuno che a bisogni della popolazione, più a una logica di “consumo=benessere” che a quella di “consumo=esaurimento di risorse”. Come pure la urgenza di liberare i comuni dalla necessità di avere come principale fonte di finanziamento proprio gli oneri di urbanizzazione, cosa che induce inevitabilmente a favorire ulteriori interventi di cementificazione e di trasformazione dei suoli.
Questioni a cui hanno fatto riferimento la onorevole Forattini ed il consigliere regionale Carra. La onorevole Forattini ha ribadito che l’Italia arranca rispetto agli obiettivi UE, sia dal punto di vista normativo che su quello dell’impegno. E’ necessaria una legge sul consumo di suolo, che invece oggi è regolato da un mosaico di norme regionali che rende difficile la sfida obbligata della transizione ecologica. In Pianura Padana in particolare va considerato il grave proliferare incontrollato dei poli logistici, con un enorme consumo di suolo a fronte di precari e poco qualificati posti di lavoro. E’ una questione di scelte, ha ribadito, ed in questo deve esserci una regia nazionale che detti le linee ed il percorso, con il coinvolgimento degli enti locali che conoscendo bene il territorio possono guidare un processo virtuoso.
Sul fronte di Regione Lombardia, ha detto il consigliere Carra, vi è una non coerente azione legislativa che porta a definire una legge sulla rigenerazione urbana addirittura contraddittoria e che avrebbe determinato una esautorazione dei comuni nelle scelte di contenere il consumo di suolo se non fosse stata bocciata dalla Consulta. C’è molto da lavorare e l’impegno va posto su fatti concreti, infatti ha annunciato di avere presentato il 21 aprile una interrogazione all’assessore regionale a territorio e sistemi verdi, e all’assessore alle infrastrutture e opere pubbliche, per “sapere quali siano le valutazioni dei due assessori competenti rispetto all’impatto ambientale e territoriale del polo logistico in oggetto (Lonato, ndr) e quale sia la valutazione rispetto alla reale necessità di un’opera a così alto impatto”. Un impegno questo che è preso da esponenti delle opposizioni in Parlamento e in Consiglio Regionale, ma che è fortemente auspicabile venga anche preso da esponenti della maggioranza, visto che il vicesindaco Dara con deleghe all’urbanistica e al territorio, è anche un parlamentare della Lega.
Ecco, questa iniziativa del circolo del Partito Democratico di Castiglione e Solferino credo sia un tentativo, ben riuscito secondo me, di come si debba intendere il nostro partito e di come si dovrà lavorare nel territorio ascoltando quanti possono concorrere a definire istanze e a dare risposte.

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