L’Italia è sull’orlo del Tracollo finanziario?

Cari lettori giovani e attenti, mentre i media mainstream ed i politici di maggioranza sono troppo impegnati nelle polemiche sull’ armocromia, noi di Tieni La Sinistra oggi vogliamo porre l’attenzione su quella che sarebbe dovuta essere la notizia più importante della settimana e di cui invece nessuno parla: il nostro amato paese potrebbe essere declassato a spazzatura!
Cosa significa? Continuate a leggere per scoprire le possibili conseguenze di questa preoccupante situazione.

Occhi del mondo puntati sulla giornata di Venerdì.

Una delle 3 più influenti agenzie di rating internazionali, Moody’s,  Venerdì 19 Maggio esprimerà il suo giudizio sul nostro debito pubblico. Qualche giorno fa in un comunicato ha fatto intuire che potrebbe attuare un declassamento del nostro paese a Junk Bond, paese spazzatura. In sostanza identificherebbe il nostro paese come non affidabile.

Questo giudizio si andrebbe ad aggiungere a quello espresso qualche giorno prima da Goldman Sachs, la quale addirittura consigliava ai suoi investitori la vendita allo scoperto di titoli di stato italiano e di preferire l’acquisto di titolo di stato spagnoli, che promettono un rendimento simile ma sono giudicati meno rischiosi.
La vendita allo scoperto è un’operazione finanziaria di tipo speculativo che consente di guadagnare ingenti somme di denaro scommettendo sulla perdita di valore di un titolo.

Le ragioni del possibile declassamento:

Le agenzie di rating hanno dichiarato che i dubbi sulla solvibilità del nostro paese nascono da:

1) scarsa crescita economica:
2) ritardo nel raggiungimento degli obbiettivi del PNRR, ritardo che potrebbe portare l’Unione Europea a non erogare interamente le somme previste dal Next Generation Europe;
3)il rapporto Debito/Pil oltre il 140%.

Stupiscono quindi le dichiarazioni del premier Giorgia Meloni che in queste settimane sta trattando con l’Unione Europea per ottenere deroghe al patto di stabilità e si definisce entusiasta dai risultati economici italiani.

Le possibili conseguenze:

Cosa significherebbe veramente se il nostro debito fosse classificato come ‘spazzatura’? Beh, innanzitutto, questa valutazione implicherebbe che gli investitori internazionali considerino il nostro Paese rischioso e poco affidabile. Questo potrebbe portare a un aumento dei tassi di interesse sui prestiti che l’Italia deve contrarre per finanziarsi, rendendo più difficile il risanamento economico e aumentando il peso del debito stesso.

Si tratterebbe davvero di una cattiva notizia in un momento in cui la BCE sta già aumentando i tassi di interesse, portandoli al livello record di 3,75%; per ritrovare un tasso di interesse così alto dobbiamo ritornare a 15 anni fa, durante la famosa crisi finanziaria del 2008.

Questi aspetti vanno ad aggiungersi al quantitative tightening:  a partire da marzo 2023 il programma di acquisto di titoli di stato da parte della BCE è diminuito in media di 15 miliardi di euro al mese; operazione simmetrica rispetto al programma espansivo di Quantitative easing (Qe) iniziato da Mario Draghi e condotto negli ultimi dieci anni. Il Qt si inserisce nel quadro più ampio della strategia della Bce per contrastare l’inflazione. Le conseguenze più importanti del programma di Qt si avranno sul mercato dei titoli di stato e sugli spread tra i titoli dei paesi del Sud (Italia in primo luogo) rispetto ai paesi del Nord della zona euro.

Impatto sulla vita quotidiana


A prescindere quindi dal declassamento del debito pubblico italiano che ci si augura che non avvenga ( e molto probabilmente non avverrà), la nuova politica monetaria della BCE potrà avere un impatto diretto sulle nostre vite quotidiane.
Potrebbe rendere necessaria una spending review, come quella che già abbiamo vissuto durante il governo Monti, con conseguente diminuzione delle risorse disponibili per gli enti locali, la sanità, l’istruzione e la sicurezza. Tagli alle spese pubbliche potrebbero significare meno servizi, meno opportunità di lavoro e una qualità della vita complessivamente più bassa per tutti noi.

La speranza non è perduta!


Nonostante questi fattori congiunturali allarmanti, dobbiamo mantenere la speranza. L’Italia ha superato molte crisi nel corso della sua storia e ha dimostrato una grande resilienza. È importante che il nostro governo prenda misure rapide ed efficaci per prevenire questa situazione. Un cambio di rotta rispetto alle politiche adottate nei primi mesi, rispetto alla lotta all’evasione ed alla progressività del sistema fiscale potrebbero aiutare a recuperare le risorse da destinare al risanamento del paese, senza che questo pesi sul ceto medio e sulla povera gente.
In particolar modo se l’Italia ritornasse sui suoi passi sulla Flat Tax per le partite IVA, considerasse seriamente l’introduzione di una tassa sui grandi patrimoni, e destinasse tale gettito ad investimenti di lungo periodo, potrebbe riguadagnare la fiducia degli investitori.

Conclusioni:


Carissimi lettori, l’Italia nei prossimi anni sarà di fronte a una sfida senza precedenti. Ognuno di noi può fare la differenza, contribuendo alla crescita economica e al risanamento finanziario del Paese. È fondamentale rimanere informati, partecipare attivamente al dibattito pubblico e sostenere politiche volte a ridurre il debito e favorire la ripresa economica. Solo insieme possiamo superare questa prova

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