IL DOVERE DI INVESTIRE I FONDI DEL PNRR PER PRENDERSI CURA DELL’INFANZIA

Venerdì scorso il governo ha votato contro un ordine del giorno per salvare i fondi PNRR per i nidi.

I fondi che sono stati tagliati avrebbero portato 1957 nuovi nidi in più, 333 scuole dell’infanzia, 264000 posti ( di cui circa 19500 in Lombardia ) per bambine e bambini che oggi non hanno una possibilità di accesso ad uno strumento fondamentale, ad una prima leva di emancipazione sociale.

L’Italia è al momento uno dei paesi Europei che investe meno nei servizi per l’infanzia in rapporto al proprio PIL


Nel 2002 il consiglio europeo riunito a Barcellona ha stabilito che gli stati membri debbano impegnarsi a offrire asili nido ad almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni.
In Lombardia la copertura è mediamente del 30,5%, al di sotto della soglia.
A Mantova solo del 28,5%. [1]

La decisione della destra di Giorgia Meloni di tagliare i fondi del PNRR destinati ai nidi colpisce quindi particolarmente il nostro territorio, ma non in modo indistinto: se infatti la città di Mantova è tra i capoluoghi più virtuosi della regione, il resto della provincia è piuttosto povera di questi servizi e rischia di pagare il prezzo più caro.
( anche in termini di disuguaglianza territoriale )

Dopo il voto contrario della maggioranza all’ ordine del giorno, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha evidenziato il paradosso di come “il primo governo guidato da una donna stia lavorando contro i diritti e gli interessi di tutte le altre donne.

Ha poi rimarcato che gli asili nido sono servizi essenziali per ridurre le diseguaglianze tra bambine e bambini, per dare uno strumento in più alle famiglie, per aiutarle nella conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro, per riuscire a sostenere in questo modo l’occupazione femminile.

COSA CI DICONO GLI STUDI

Diversi studi confermano le tesi espressa dalla segretaria del Partito Democratico.

Ad esempio in questo articolo a cura di due docenti universitari, Francesco Figari e Maria Cristina Rossi, è contenuta una simulazione dell’ impatto che avrebbe la gratuità degli asili nido sulla partecipazione al lavoro femminile, arrivando a stimare maggiori posti di lavoro per più di 100.000 unità.

In un altro interessante articolo, STEFANI SCHERER, professoressa di Sociologia all’università di Trento, evidenzia come l’effetto dei servizi di cura all’infanzia aiuterebbe soprattutto le madri con un basso livello di istruzione: un aumento di 10 punti percentuali nella disponibilità di nidi pubblici si traduce in quasi 9 punti percentuali in più di attività sul mercato del lavoro, un effetto sostanzialmente rilevante.

E’ interessante notare che gli effetti sull’occupazione si basano principalmente su un aumento del tempo pieno. L’investimento pubblico funziona quindi come un equalizzatore e sostiene le famiglie che hanno più bisogno di un (secondo) reddito. [3]

COSA PUOI FARE TU:


Insieme possiamo fare tanto per migliorare questa situazione.
Se ci racconterai nei commenti la situazione dei servizi per l’infanzia del tuo comune, possiamo:

1) organizzare incontri tra i cittadini e gli amministratori
2) fare interrogazioni ed interpellanze congiunte in tutti i comuni
3) redigere insieme una proposta provinciale dei servizi per l’infanzia

Sei soddisfatto dell’ offerta di asili nido nel tuo comune?
Raccontacelo qui sotto.


Fonti e link di approndimento
[1] Il Pnrr e la povertà educativa
[2] Con il nido Gratis per tutti cresce l’intero paese
[3] Bambini al nido e mamme al lavoro

One thought on “IL DOVERE DI INVESTIRE I FONDI DEL PNRR PER PRENDERSI CURA DELL’INFANZIA

  1. Ti ringrazio Adriano per aver parlato di questo tema, che mi sta molto a cuore su più livelli (non nascondo che essendo genitore di una bellissima bimba di due anni, è un tema molto sentito).
    Il comportamento del Governo è a mio parere profondamente errato, perché sono proprio queste misure che non aiutano, anzi, ostacolano la natalità in Italia e contribuiscono ad allargare il divario di genere.
    Restando sul piano locale, quando ne parlammo in Consiglio Comunale a Castiglione d/S, e feci notare che i posti disponibili fra strutture pubbliche e private non erano nemmeno la metà dei bimbi in età prescolare presenti sul territorio, ci si è concentrati sul rispondere che Castiglione è uno dei pochi comuni della zona ad avere un asilo nido e che non tutti i genitori usufruiscono del servizio.
    La coperta è sempre corta, lo comprendo, ma la scelta di investire in asili nidi e scuole per le nuove generazioni non è un tema che secondo me può essere soggetto di così tanti dubbi. Parafrasando un modo di dire, se concentriamo la maggior parte delle risorse unicamente per le persone anziane (che però votano) che sui nostri giovani (i quali non hanno un ritorno immediato), non solo la nostra società è destinata ad invecchiare, ma proprio a morire.

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