UN’ AGENDA CLIMATICA PER MANTOVA pt.1

Nei giorni scorsi i giovani attivisti di Fridays For Future di Mantova hanno elaborato un’ agenda climatica per Mantova in 7 punti, affinchè anche la nostra provincia possa fare la propria parte riguardo ad un tema non più procrastinabile:

  1. Energia
  2. Efficientamento energetico
  3. Mobilità
  4. Tutela del suolo
  5. Allevamenti ed Agro-ecologia
  6. Turismo sostenibile
  7. Habitat e tutela delle biodiversità

In una delle estati più torride di sempre, abbiamo scelto di dedicare alcuni articoli ai suggerimenti di FFF Mantova.
Nel primo, quello di oggi, parleremo di Energia, ed efficientamento Energetico.


1) ENERGIA

Per una transizione energetica compatibile con il contenimento dell’aumento della temperatura globale attorno agli 1.5 C°, è necessario procedere alla conversione di tutto il settore energetico in fonti rinnovabili con un tasso di riduzione delle emissioni superiore al 20% annuo.

E’ necessario vietare qualunque nuovo progetto legato alle fonti fossili e ridurne l’ utilizzo fino ad azzerarlo entro il 2035.

Per queste ragioni la diramazione Mantovana del movimento nato da Greta Thumberg si esprime in modo molto critico circa l’ampliamento delle centrali termoelettriche di Ostiglia (800 mw di potenza nominale) e Sermide (300 mw), definendo l’ampliamento “non accettabile in un contesto di promozione di energia pulita.” , inutile ed insostenibile.
Il territorio Mantovano infatti detiene il primato di Provincia con più produzione termoelettrica in Italia, pari a 5 volte il consumo.
Gli impianti citati diverrebbero tra i più potenti d’ Europa.

Si propone piuttosto alle amministrazioni dei 71 comuni Mantovani di promuovere e guidare la formazione di CERS (comunità energetiche rinnovabili solidali). con un ente esterno di gestione burocratica, come il protocollo d’intesa che coinvolge Comuni ed associazioni sul territorio promosso dal Consorzio Oltrepò Mantovano.

Nelle Comunità Energetiche andrà coinvolta attivamente anche la cittadinanza, attraverso finanziamenti che vengano erogati in primis alle fasce di popolazione che si trovano in condizioni di povertà energetica, fino ai finanziamenti previsti dal PNRR e dalla Regione Lombardia.

L’energia comunitaria e rinnovabile è un modo pratico per affrontare le molteplici crisi di oggi, dalle sfide climatiche, a quelle sociali. Inoltre, si stima che ogni milione di euro investito nell’energia pulita crea il triplo dei posti di lavoro rispetto allo stesso ammontare speso nei combustibili fossili.


Finché il protocollo burocratico delle CERS non sarà pronto si possono creare Comunità Solari , burocraticamente autonome e di veloce attivazione.
La potenza massima prevista attualmente dalla normativa è 1MW.

Nei casi in cui il Comune necessiti di una potenza maggiore si potranno creare più CERS, ad esempio una con a capo il Comune, una con un’associazione/fondazione e così via.

Si rende necessario monitorare i consumi energetici di tutti gli attori coinvolti nella CERS, con relative fasce orarie di consumo, affinché la potenza energetica installata sia utilizzabile al massimo.

2) EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

Gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra globali.
Il settore del riscaldamento e del raffreddamento degli edifici rappresenta l’80% del consumo energetico delle famiglie.
Il parco edile italiano è attualmente un colabrodo energetico.
Nell’ottica di una maggiore efficienza (installare meno potenza ma con risultati almeno equiparabili) occorre efficientare gli edifici attualmente in possesso dei Comuni ed erogare bonus che permettano di modificare la classe energetica delle abitazioni e delle industrie, da erogare solo in caso di rispetto di determinati criteri più rigidi rispetto a quelli passati.

Secondo il Parlamento Europeo, gli edifici residenziali dovranno raggiungere, come minimo, la classe di prestazione energetica E entro il 2030, e D entro il 2033. Per gli edifici non residenziali e pubblici il raggiungimento delle stesse classi dovrà avvenire rispettivamente entro il 2027 (E) e il 2030 (D).
I criteri di efficientamento da seguire sono quelli dello standard passivhaus per le nuove costruzioni, e, sebbene sia altamente difficile portare un edificio esistente al livello di passivhaus, è tuttavia possibile arrivarci molto vicino, diminuendone di almeno il 75% la
richiesta energetica.

Con standard passivhaus si intende:

  • Ottimo livello di protezione termica. L’isolamento termico, se ben progettato, consente di evitare dispersioni di calore e di conseguenza ha un impatto positivo anche sui costi.
  • Involucri ad elevata tenuta dell’aria capaci di superare i Blower Door test
  • Riduzione di ponti termici
  • Presenza di finestre ben coibentate con doppi o tripli vetri (a seconda del clima)
  • Uso della ventilazione meccanica controllata con recupero di calore che permette un continuo ricambio dell’aria in casa
  • Studio della posizione e dell’ombreggiatura. La casa passiva deve essere costruita in modo tale da poter sfruttare al massimo l’esposizione ai raggi solari nei diversi tipi di clima

Un edificio passivo di 150m2 necessita di una potenza termica di 1,5 kW, il costo di un caffè al giorno.
Con l’installazione di un impianto termo fotovoltaico, e massimizzando i consumi nel momento della produzione, i costi sono pari a zero.

Dunque al fine di supportare a livello locale la transizione ecologica, si propone di:

A) introdurre corsi di formazione gratuiti, tenuti da tecnici certificati passivhaus o casa clima, per aziende edili, elettricisti ed idraulici, in modo da formare sugli accorgimenti da adottare nelle riqualificazioni ed avere maggiore disponibilità di forza lavoro altamente formata.

B) Per il supporto ai cittadini istituire uno sportello Energia e Clima in punti nevralgici diffusi sul territorio, creando al contempo posti di lavoro ed un aiuto concreto alla cittadinanza.

Mentre per ciò che riguarda le altre opere realizzate dai Comuni (parchi gioco, riparazione di strade, ecc) è necessario includere nei bandi il criterio dell’ utilizzo di materiali riciclati e prodotti con processi sostenibili.


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E tu cosa ne pensi delle proposte di questi giovani attivisti mantovani?!
Le condividi? Hai altri suggerimenti?
Dillo a Chiara Braga.

Ci confronteremo infatti con la capogruppo del Partito Democratico alla camera dei deputati sui temi del clima e dell’ ambiente il 27 Luglio 2023 a Mantova sul Lungo Lago Gonzaga durante la Festa dell’ Unità Provinciale.

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