Oggi vi proponiamo un’ interessante intervista a Sante De Padova, amministratore di Indecast e primo sindaco di Castiglione ad essere eletto in modo diretto dai suoi cittadini nel lontano 95, e rimasto in carica fino all’ Ottobre del 97.
Con lui rispolvereremo alcuni ricordi di quella Castiglione, con uno sguardo fino ad oggi, tra successi amministrativi, occasioni mancate e opportunità per il futuro.

Sante, com’è cambiata in questi 25 anni Castiglione?
Non c’è dubbio che siano state realizzate diverse opere: rotonde, marciapiedi, interventi sugli impianti sportivi e scolastici.
Il centro storico nelle aree delle abitazioni dell’ex ospedale giudiziario e dell’ ex pastificio Cavalieri, è rimasto come allora; non ho visto grandi interventi di riqualificazione di alcuni quartieri periferici, nè sotto l’aspetto urbanistico, né nella qualità della vita.
Così pure la viabilità e le possibilità di parcheggio sono rimaste difficoltose in alcuni punti strategici ( mi riferisco alla zona del Grattacielo, Viale Europa, e semafori/ospedale ).
Nel centro sono pure diminuiti i residenti e molti servizi si sono trasferiti verso la ex statale goitese creando ulteriori difficoltà ai residenti del centro rimasti.
Durante il mio mandato si era giunti quasi all’ approvazione del progetto di ristrutturazione dell’ ex pastificio Cavalieri che oltre alle abitazioni e ai servizi prevedeva posti auto in un’ area molto carente ed un collegamento pedonale con piazza San Luigi.
Il progetto successivamente approvato non ha portato, a distanza di quasi 20 anni, un buon risultato. La costruzione è ancora tutta incompiuta, rischiando di diventare obsoleta senza essere stata utilizzata.
Di cosa avrebbe più bisogno secondo lei Castiglione per il futuro?
Senza dubbio direi una maggiore attenzione ai giovani, sia per conoscerne i loro bisogni, sia per la loro formazione, anche professionale. Ci sono giovani che vivono di espedienti, in condizioni di povertà, ai margini della società, senza prospettiva, senza lavoro, che vanno coinvolti ed aiutati.
A Castiglione ci sono due centri professionali che possono dare un contributo fondamentale per l’avvio professionale di questi giovani. Un’ amministrazione comunale potrebbe farsi promotrice di un tavolo di confronto tra queste istituzioni e le realtà produttive, favorendo la creazione di manodopera qualificata, sempre molto richiesta.

Come è cambiata la politica in questi anni?
Quando iniziai a dare il mio contributo alla collettività, da presidente dell’ Indecast e da sindaco, per me fare politica significava prestare un servizio alla comunità.
Non so se ho sempre fatto bene, tuttavia il mio impegno è sempre stato lo stesso, anche se talvolta ci sono state incomprensioni e sofferenze.
Ho conosciuto ancora da giovane un sacerdote, Don Mazzolari, che nel proseguio della vita è stato sempre di riferimento con i suoi insegnamenti.
La politica deve essere ancora servizio, disponibilità, confronto.
Quali sono state le maggiori difficoltà che ha dovuto affrontare durante la sua amministrazione?
Dopo l’ insediamento della giunta, ci siamo trovati il buco della Pirossina, causato dall’ escavazione della ghiaia sulla circonvallazione tra Desenzano e Castiglione.
La regione voleva riempire quel buco di rifiuti speciali.
Iniziò così la nota battaglia della discarica, terminata qualche tempo fa con esito positivo.
Vi furono poi in quel periodo dei contrasti interni al gruppo consiliare della Lega, che portarono alle mie dimissioni. Non so ancora quali furono i motivi di quei contrasti.
Tra i risultati del suo impegno politico, come sindaco e amministratore di Indecast, quali ricorda con più piacere?
In quegli anni, consentitemi di dire che ricordo tanti giovani provenienti dal nostro sud e da paesi stranieri che mi chiedevano di aiutarli a trovare lavoro e casa. Non un problema da poco, neanche allora!
Con qualche telefonata e l’aiuto di assistenti sociali, a volte si riusciva a dare una risposta positiva alle loro richieste. Ritornavano a ringraziarmi. Vedevo il loro sorriso, e per me era motivo di felicità ed orgoglio.
Qualcuno mi criticava, dicendomi che facevo: “ambulatorio”.
Beh, sono contento di averlo fatto.
Tra le opere pubbliche ricordo in particolare:
1) L’ impianto di compostaggio ( oggi biociclo). Quando lo proposi, i favorevoli erano pochi.
Prima che usassimo i fanghi del depuratore per fare compost, questi venivano distruibuiti sui terreni. Non era una buona pratica agronomica, e rischiava di inquinare le falde acquifere, con elementi quali nitriti, etc…
Il compost veniva ottenuto mescolando questi fanghi con la potatura dei giardini e la frazione umida dei rifiuti. All’ inizio del mio mandato iniziammo infatti a separare la frazione umida dagli altri rifiuti. Ci si preparava alla raccolta differenziata.
2) L’ ampliamento ed il rinnovamento dell’ impianto di depurazione, con un nuovo sistema di ossidazione, tecnologia ancora in uso.
3) La realizzazione delle fognature nella frazione di Gozzolina, che ha consentito di arrestare l’inquintamento delle falde acquifere e di migliorare la qualità della vita dei residenti. Contemporaneamente abbiamo realizzato l’ attuale parchetto boschivo in parte alla chiesa.
4) Il progetto Boschivo nell’ area Valle, con la piantumazione di 10700 alberi, continuato poi con altre amministrazioni. Ho sempre cercato di essere da stimolo anche da semplice cittadino per la cura di quella realtà.
5) il progetto ed il finanziamento di Viale Maifreni, con la piantumazione di Carpini. Ne piantammo anche altri 180 in San Vigilio, tuttora presenti.
In poco tempo siamo anche riusciti ad approvare il piano regolatore del territorio (PRG), di cui molte norme son state recepite nei piani regolatori successivi.
Quale consiglio vorresti dare ai giovani castiglionesi di oggi?
Fare formazione: è la strada che ci porta verso il lavoro di qualità, che è sempre richiesto.
La formazione non riguarda solo le attività industriali, commerciali o artigianali, ma anche il mondo agricolo e quello dei servizi e dell’ assistenza, sempre più richiesti.
Per quanto riguarda l’agricoltura, la disponibilità sempre minore di risorse d’acqua e di suolo porterà ad un cambiamento dei consumi e a nuovi indirizzi produttivi. La formazione, unita alla ricerca, sarà sempre più fondamentale.
Le istituzioni pubbliche facciano la loro parte nella formazione coinvolgendo i giovani e le realtà locali.
C’è qualcos’ altro che vorresti dire al termine di questa intervista?
Sì, vorrei ringraziare il lavoro fatto da tutta la giunta di allora e da tutti i consiglieri di Indecast.
Desidero inoltre ringraziare i componenti del comitato “NO-POLO Logistico” per il prezioso lavoro al fine di scongiurare la realizzazione di un polo logistico vicino alla zona di umida di Valle, battaglia molto importante per l’aspetto naturalistico e per le gravi conseguenze che questa realizzazione avrebbe sul nostro territorio.