Molestie manifestatamente razziste
La sentenza n. 24686 della Corte di Cassazione contro la Lega stabilisce in modo perentorio che “gli stranieri che fanno ingresso nel territorio dello stato italiano (…) non possono A NESSUN TITOLO considerarsi irregolari e non sono quindi clandestini”.
Questa sentenza del 16 agosto 2023 conclude una vicenda iniziata nel 2016 quando, per contrastare l’assegnazione di 32 richiedenti asilo a un centro di assistenza messo a disposizione da una parrocchia a Saronno, la Lega aveva convocato una manifestazione affiggendo cartelli con motto “SARONNO NON VUOLE CLANDESTINI. VITTO, ALLOGGIO E VIZI PAGATI DA NOI”.

Le associazioni ASGI (https://www.asgi.it/) e NAGA (https://naga.it/) avevano denunciato il fatto, argomentando che qualificare i richiedenti asilo come clandestini costituisce “molestia discriminatoria”.
Si può comprendere il furore razzista della sezione locale della Lega, immigrati quindi clandestini quindi delinquenti quindi da punire, ma non si possono scrivere manifesti con affermazioni calunniose prive di fondamento. Infatti i giudici sia di primo che di secondo grado avevano accolto le ragioni delle associazioni condannando la Lega a pagare un risarcimento. Sant’Agostino diceva che errare è umano ma perseverare è diabolico. La Lega infatti a questo punto ricorre in cassazione ma perde anche questa volta.
I legali della Lega avevano argomentato che i termini usati rientrano nel diritto alla libera espressione politica. La Cassazione ha motivato puntualmente che “Il diritto alla libera manifestazione del pensiero, cui si accompagna quello di organizzarsi in partiti politici, non può essere equivalente o addirittura prevalente, sul rispetto della dignità personale degli individui»
La Cassazione argomenta che questo messaggio è “INTIMIDATORIO, OSTILE, DEGRADANTE, UMILIANTE ED OFFENSIVO”.
Mi sento di dire, purtroppo, che i messaggi intimidatori, ostili, degradanti e offensivi non sono solo appannaggio della Lega contro gli immigrati, sono la cifra costante di larga parte della destra italiana ogni volta che si trova a dover fare i conti con chi ha idee diverse, visioni diverse della società, attaccamento ai valori democratici. I loro discorsi d’odio sono continui e costituiscono una continua azione di semina di razzismo, di discriminazione, di intimidazione.
Pur rinfrancato dalla sentenza e dalle sue motivazioni penso ci sia da preoccuparsi della capacità di “vigilanza democratica” delle nostre istituzioni. La Lega viene denunciata e condannata solo perché delle associazioni di volontariato hanno intrapreso una battaglia legale. Avremmo dovuto trovarci in una situazione opposta: codici di comportamento nei discorsi e nelle dichiarazioni pubbliche devono essere chiari e immediatamente sanzionabili da una autorità antidiscriminatoria forte e indipendente. Nel caso di Saronno avrebbe dovuto partire una azione immediata di condanna, che avrebbe dovuto essere chiaramente prevedibile e che avrebbe lasciato poi alla Lega, o a coloro impegnati in azioni di questo genere, l’onere del ricorso alla giustizia.
La democrazia e le istituzioni democratiche sono il fondamento del nostro vivere civile ma non sono date una volta per tutte. Necessitano di essere continuamente sostenute e, come in questo caso, rafforzate in modo che le spinte più individualistiche, razziste, xenofobe e, in ultima analisi, di matrice fascista, siano identificate, contenute e punite.