SCUOLA E ASCENSORE SOCIALE

In Italia se si nasce in condizioni di povertà assoluta, ci vogliono 𝒄𝒊𝒏𝒒𝒖𝒆 𝒈𝒆𝒏𝒆𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 per risalire la scala sociale, raggiungendo un reddito medio. In Danimarca, solo due.  

Per descrivere questo fenomeno si usa la metafora “sticky grounds”: 𝐩𝐚𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐢𝐜𝐜𝐢𝐜𝐨𝐬𝐢. I ragazzi nati da famiglie povere restano 𝐚𝐩𝐩𝐢𝐜𝐜𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢 a questa condizione con scarse probabilità di uscirne.


Nel 2021 c’ erano 5.6 milioni di poveri.
Di questi, 𝐬𝐞𝐢 𝐬𝐮 𝐝𝐢𝐞𝐜𝐢 sono poveri intergenerazionali, hanno cioè ereditato la povertà dai propri genitori. Il 29 % dei nati in famiglie di 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐥𝐮𝐭𝐚 è condannato a restare nella stessa posizione sociale dei genitori.

La scuola è il più potente ascensore sociale, ma non tutti gli ascensori in Europa funzionano allo stesso modo. In Danimarca il 30% dei non diplomati, ha un figlio che ha conseguito la laurea. In Italia solo l’ 8%.
Il fenomeno dell’ abbandono scolastico colpisce in modo asimmetrico i ragazzi, in base al reddito e al titolo di studio dei genitori.
In provincia di Mantova la percentuale di studenti che abbandona la scuola anzitempo è del 16,6%, una percentuale piuttosto alta che pone il territorio virgiliano terzo in Lombardia per questo problema dietro a Pavia e a Bergamo.

Le risposte del governo al disagio giovanile sono demagogiche, ideologiche ed inefficaci.
Sono ideologiche, se si pensa che in questi giorni è in corso il tentativo di spacciare per “soluzione” l’ introduzione della discrezionalità da parte dei docenti di “bocciare” attraverso il voto in condotta, che verrebbe assegnato anche ai bambini delle scuole medie.
Un provvedimento che si inserirebbe nella stessa cornice del cambio della denominazione del ministero dell’ istruzione, che da oggi si chiama “istruzione e merito”.
Il pensiero inquietante che si nasconde in questa ideologia è che il più importante problema della scuola siano gli studenti e la loro maleducazione, dimenticandosi invece della fragilità: quest’ultima sembra non esistere e se esiste è comunque frutto di una colpa; il privilegio invece, pare sempre frutto di un “merito”. Insomma, lo stesso metro utilizzato dal governo sulle politiche sociali.

La proposta di riforma della scuola oltre ad essere ideologica è inefficace perché non affronta le priorità: risorse e personale.
Gli studenti in difficoltà non hanno bisogno di più punizioni, ma di tempo pieno, insegnanti di sostegno, corsi di alfabetizzazione per stranieri, corsi di recupero e attività extracurricolari. Alcune famiglie hanno bisogno di un sostegno di tipo economico per fronteggiare i costi di dare un’ istruzione ai figli, dai libri ai trasporti.

A proposito di trasporti, alcune regioni come l’Emilia Romagna rendono gratuito il trasporto pubblico locale per gli ISEE sotto i 30.000 Euro.
In Lombardia e a Mantova il trasporto pubblico sta diventando sempre invece sempre più caro, per far fronte a difficoltà di bilancio. ASSTRA ad inizio 2022 aveva consegnato all’assessore Terzi un dossier che evidenziava come al trasporto pubblico locale lombardo mancassero 50 milioni di euro e a distanza di quasi due anni nulla è cambiato.
La provincia di Mantova ha reso noto che intende evitare il taglio delle tratte trovando 500.000 euro per l’avvio dell’ anno scolastico, ma, come lamentato dai sindacati studenteschi, il problema si ripresenterà poi a Gennaio.
E a preoccupare è anche l’esaurimento delle risorse destinate al Bonus trasporti, assegnate tramite un click day ed esaurite in pochi minuti.

In conclusione un appello a governo, regione e provincia; basta trattare il tema della scuola in modo superficiale ma piuttosto curiamoci delle reali cause del disagio giovanile ed interveniamo in modo che la scuola torni a svolgere il suo ruolo di ascensore sociale.

One thought on “SCUOLA E ASCENSORE SOCIALE

  1. Non so che dire ,quando ascolta le idee sempre minoritarie del pd mi chiedo sempre come mai ciò accade,si perdono sistematicamente sia elezioni regionali che Statali,è dura cambiare un paese cosi,sinceramente non so.Grazie
    AngeloMoscatti

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