Lo sviluppo del destra secchia e le infrastrutture mancanti

Prima di fare l’elenco delle infrastrutture mancanti nel territorio del Destra Secchia, vorrei fare un inquadramento territoriale dell’area, altrimenti non si riesce a comprendere a fondo le sue problematiche infrastrutturali.

Il Destra Secchia Mantovano si trova al centro della pianura padana, sulla sponda destra del fiume PO, per la sua posizione geografica è crocevia tra nord e sud e tra est e ovest. E’ un cuneo della regione Lombardia, costituito di piccoli comuni, che si posiziona al confine con le regioni Emilia Romagna e Veneto. Terra di acqua e di bonifiche, terra di Matilde, di abbazie e chiese, terra dei Gonzaga, terra di agricoltura, terra di produzioni tipiche, terra di confine. Un territorio collocato sulla rete trans europea del corridoio 1 (Berlino-Palermo). Un territorio che, come punto di forza dovrebbe avere proprio la sua collocazione geografica, come zona di confine di più regioni, dovrebbe essere al centro di scambi commerciali, culturali e crocevia infrastrutturale. Invece questa sua collocazione lo rende una zona depressa, anche a causa dell’attuale autonomia differenziata data alle regioni senza mettere al centro dell’autonomia il servizio ai cittadini, ma solo il confine amministrativo. Questo porta ogni Regione a guardare soltanto al proprio territorio più centrale, togliendo servizi ai cittadini che abitano nelle zone più decentrate. La conseguenza è l’invecchiamento della popolazione dovuto ai giovani che non trovando lavoro sono costretti ad emigrare verso le città. Sul nostro territorio l’istituzione regionale è da sempre stata poco presente, lo dimostrano le infrastrutture stradali e ferroviarie obsolete e non più adeguate ai tempi in cui viviamo, anche le strutture pubbliche sanitarie presenti sul territorio sono insufficienti e non adeguatamente sostenute dalla Regione. Lo stesso fiume PO che, fino a fine del secolo scorso era navigabile per il trasporto delle merci, ora non è navigabile neanche per le imbarcazioni turistiche, penalizzando tutto il territorio che negli ultimi anni ha spinto molto sulla promozione turistica. Il Destra Secchia Mantovano è un territorio lombardo che occorre rivitalizzare. Proprio per la sua conformazione fisica ogni investimento su questo territorio necessita di accordi con le regioni limitrofe. Chiediamo pertanto che venga definito un PROTOCOLLO D’INTESA con le regioni limitrofe, Emilia-Romagna e Veneto, per porre le basi di un rilancio infrastrutturale ed economico, collegato al corridoio trans europeo che attraversa il territorio.

In merito alle tantissime problematiche delle infrastrutture della nostra provincia, vorrei evidenziare che data la posizione molto decentrata della nostra provincia rispetto al capoluogo di Regione, le infrastrutture nel nostro territorio non devono guardare solo a ovest, ma necessariamente sia a est che a sud, Veneto ed Emilia. Lo sviluppo economico della nostra provincia passa attraverso i collegamenti con Verona e l’Emilia, non certo con Milano.

Considerando le iniziative che il PD regionale vuole mettere in campo nei prossimi mesi, vorrei partire dal trasporto ferroviario.

Le linee ferroviarie presenti in regione Lombardia citate nell’elenco predisposto dal PD regionale, sono solo quelle gestite da Trenord, non compaiono linee ferroviarie presenti nel Destra Secchia. Sul nostro territorio sono presenti la linea Ferrara – Suzzara gestita de FER e la linea Bologna – Verona gestita da RFI. Questo la dice lunga sui danni provocati dell’autonomia differenziata gestita sulla base dei confini amministrativi regionali e non sui servizi al cittadino. Problema che si manifesta non solo sui trasporti ma su tutti i servizi che vengono erogati da Regione Lombardia, servizi che vedono penalizzate le persone che abitano vicino ai confini regionali.

Dal nostro territorio per recarsi a Milano, il percorso più veloce è prendere il treno a Poggio Rusco o Ostiglia per recarsi a Verona e da lì prendere il treno per Milano. L’orario ferroviario è combinato in modo che a Verona c’è una coincidenza di circa 10 minuti, essendo però che i treni provenienti da Bologna sono spesso in ritardo, la coincidenza a Verona si perde ed occorre aspettare il treno successivo (1 ora dopo).

Tanti studenti del nostro territorio frequentano le università di Milano e sono penalizzati da un servizio di trasporto frammentato, dovuto al fatto che RFI e Trenord non si parlano per dare un servizio ai cittadini.

La linea ferroviaria Ferrara – Suzzara, gestita dalle Ferrovie Emilia-Romagna, è una linea obsoleta sulla quale transitano ancora i vecchi treni diesel, in quanto la linea non è completamente elettrificata. Con un adeguato potenziamento della linea si potrebbe pensare ad un servizio di trasposto merci molto più efficiente e strutturato di quello attuale e soprattutto si potrebbe pensare ad un servizio di metropolitana leggera negli orari di punta, che consentono di recarsi rapidamente a Ferrara o Poggio Rusco e da lì cambiare treno per le diverse destinazioni. Per lo sviluppo economico e sociale serve un piano mirato allo sviluppo del territorio, decisivo per invertire una pericolosa parabola discendente in ambito occupazionale, fondante su alcuni punti cardine:

  • adeguamento delle reti viarie per permettere un rapido collegamento con il casello autostradale di Pegognaga;
  • completamento della strada PO.PE. (Poggio Rusco–Pegognaga);
  • l’adeguamento del ponte sul Po tra Ostiglia e Revere;
  • l’adeguamento della strada provinciale 80 Ostiglia-Roncoferraro;
  • adeguamento delle strade provinciale ex SS 496 San Benedetto – Ferrara;
  • adeguamento delle strade provinciali SP34, 35, 36, 37 creando infrastrutture percorribili dai TIR che trasportano la frutta, in particolar modo il melone;
  • i raccordi viari con la nuova autostrada regionale Cispadana i cui lavori dovrebbero iniziare nei prossimi anni;
  • collegamento veloce tra la Cispadana e la Transpolesana, by passando la SS 12 che transita all’interno dei vari paesi;
  • ammodernamento della linea ferroviaria Suzzara-Ferrara completando l’elettrificazione. Il potenziamento di questa linea ferroviaria consente di agevolare il transito merci proveniente dai porti di La spezia e di Ravenna e diretto a Verona e al Brennero. La stazione di Poggio Rusco ne diventerebbe il naturale raccordo.
  • dragaggio dei bassi fondali del fiume Po che si formano sistematicamente nel tratto Foce Mincio-Felonica nel periodo coincidente con le ridotte portate del fiume, che rendono difficoltoso il passaggio delle imbarcazioni turistiche a basso pescaggio. In assenza di opere di regolazione dell’alveo di magra ciò è possibile soltanto attraverso un dragaggio preventivo. I costi stimati per tale intervento ammonterebbero a circa 600.000 euro annui.
  • rendere navigabile con le navi di classe quinta, l’idrovia Tartaro-Canalbianco, importante snodo per il trasporto merci dal porto di Valdaro al mare Adriatico.

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